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Prestiti cambializzati, che cosa sono? Vantaggi e rischi

Che cosa sono i prestiti cambializzati? Quali sono i vantaggi? E presentano dei rischi? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Prestiti personali, prestiti finanziari con delega, prestiti fiduciari, prestiti agevolati, prestiti bancari. Nella giungla delle offerte di finanziamento il prestito cambializzato merita un posto d’onore, non fosse altro perché negli anni del boom economico, fu proprio questo tipo di prestito a rendere possibile l’ingresso nelle case di mobili ed elettrodomestici e la motorizzazione anche del nostro Paese.

Che cos’è il prestito cambializzato? E’ un finanziamento le cui rate si pagano con cambiali a scadenze prestabilite.

Che cos’è una cambiale? È un titolo di credito, un documento legale che certifica l’esistenza di un debito, per esempio tra una banca e una persona. Il debitore può emettere la cambiale sotto forma di “pagherò”, una sorta di promessa di restituire il prestito a una certa data. Se a emettere il titolo, invece, è il creditore, si parla “tratta”. “Pagherò” e “tratta”, anche se diverse nella forma, conferiscono entrambe al creditore il diritto legale di pretendere quanto prestato alla scadenza concordata con il debitore e annotata sulla cambiale. Il prestito si può restituire anche ratealmente emettendo tante cambiali quante sono le rate da pagare. Nelle cambiali è compreso il tasso di interesse pattuito.

Prestiti cambializzati che cosa sono

I prestiti cambializzati sono garantiti dallo Stato. Proprio così. A differenza dei prestiti comuni, è lo Stato che certifica l’esistenza del debito. Come? Chiedendo una tassa di bollo del 12 per mille della cifra prestata. Come garantisce lo Stato? Assicurando al creditore il diritto di mettere in campo tutte le azioni forzose possibili per riscuotere il dovuto, o in denaro o in forma di pignoramento di beni, senza dover passare da un tribunale che emetta una ingiunzione di pagamento come invece avviene con i prestiti al consumo o bancari.

Quali sono i vantaggi di un prestito cambializzato? Il primo che viene in mente è il risparmio. Potrà sembrare strano ma il cambializzato è il finanziamento che, a conti fatti, costa meno rispetto ad altri strumenti di finanziamento privato molto diffusi dagli anni ottanta in poi, e non solo per il minore tasso di interesse. Per quanto possano sembrare più rassicuranti i vari leasing privati, le carte di credito revolving, i prestiti erogati in varie forme da finanziarie private (perché non si trascinano dietro lo spauracchio dell’ufficiale giudiziario che si presenta a casa per pignorare i mobili) è bene avere la consapevolezza che i debiti insoluti con banche e finanziarie riservano spiacevoli sorprese. Perciò, forse anche oggi, alla bisogna ci potrebbero essere meno rischi a ricorrere ai prestiti cambializzati.

E a proposito di rischi, forse è bene qui ricordare anche che se vi rivolgete a una banca o a una finanziaria per il vostro prestito cambializzato, queste devono essere di provata serietà. Ciò perché al creditore basta una firma, una cosiddetta “girata”, per passare il vostro debito a terzi. Se l’istituto di credito non è serio, si corre il rischio di ritrovarsi a dover restituire soldi a gente di malaffare. E, anche se questo è un caso limite, succede di sovente invece che per entrare subito in possesso della somma prestata, i finanziatori cedono a banche il proprio credito pagando a loro volta degli interessi, quindi il debitore si ritrova con un interlocutore diverso da chi ha concesso il prestito.

Che cosa serve per chiedere un prestito cambializzato? Le solite garanzie: una busta paga che certifichi uno stipendio regolare, oppure il cedolino della pensione. In caso di attività autonoma, la dichiarazione dei redditi. Per chi ha protesti, potrebbe essere richiesta un’ipoteca sulla casa o il deposito in pegno di oggetti di valore. L’avallo di una terza persona rende sempre più agevole la procedura perché c’è la garanzia di chi si assumerà la responsabilità del pagamento nel caso di mancanza del debitore. Nei prestiti cambializzati l’avallo è, di fatto, equivale alla fideiussione, anche se le due modalità di garanzia inevitabilmente presentano alcune differenze che risultano essere fondamentalmente di natura formale.

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